Banca d’Italia ha pubblicato l’indagine sui trasporti internazionali di merci, relativa all’anno 2025. Lo abbiamo analizzato per voi. Il documento offre una panoramica macroeconomica generale sugli scambi italiani per poi focalizzarsi sul comparto del trasporto merci su strada.
- Panoramica Generale e Scenario Macroeconomico (Dati 2025)
L’indagine della Banca d’Italia evidenzia una sostanziale stabilità nell’incidenza dei costi di trasporto sull’interscambio complessivo di merci dell’Italia. Nel 2025, l’incidenza dei costi è rimasta ferma al 2,6% per le esportazioni ed è lievemente scesa al 4,1% (dal 4,2% del 2024) per le importazioni.
Il calo dei costi nel settore navale container (-26% all’importazione dopo le forti tensioni nel Mar Rosso del 2024) e nel settore aereo ha bilanciato i rincari registrati nei comparti stradale, marittimo Ro-Ro (influenzato dalle nuove normative europee sulla decarbonizzazione) e del gas via condotte.
Si rileva un progressivo deterioramento della bilancia dei trasporti mercantili, il cui deficit è salito a -12,6 miliardi di euro nel 2025 (rispetto ai -10,7 miliardi del 2024); questo saldo negativo è causato da una continua perdita di quote di mercato da parte dei vettori nazionali.
Le stime per l’anno in corso prevedono un ulteriore peggioramento a causa delle recenti ostilità nel Golfo Persico, che da marzo 2026 hanno fatto raddoppiare i noli marittimi per il trasporto di petrolio greggio e prodotti raffinati, minacciando un aggravio di spesa per l’Italia di circa 1,6 miliardi di euro.
- Il Trasporto Merci su Strada
Il comparto stradale si conferma una colonna portante degli scambi, rappresentando da solo il 41,2% del valore delle merci importate e il 46,8% di quelle esportate in Italia nel 2025; tuttavia, il settore mostra forti elementi di pressione e criticità strutturali.
Nel corso del 2025, i costi medi stradali per tonnellata (per entrambe le direzioni dei flussi commerciali) hanno subito un incremento di circa il 10%, azzerando i cali precedenti e riportandosi sui picchi storici toccati nel 2022. I noli calcolati al netto dei servizi ausiliari mostrano incrementi diffusi in tutte le aree geografiche, pari in media a oltre il 6% per i carichi completi e all’11% per i carichi parziali (groupage).
La crescita dei costi è stata guidata principalmente da fattori interni e strutturali al sistema logistico europeo:
- Carenza di personale: la persistente e cronica mancanza di autisti ha generato una forte pressione al rialzo sui salari dei conducenti, aumentando notevolmente i costi operativi delle aziende.
- Contrazione della capacità di trasporto: oltre alla scarsità di conducenti, il calo delle immatricolazioni di nuovi mezzi pesanti sul mercato europeo ha ridotto la disponibilità complessiva di stiva stradale, spingendo all’insù le tariffe di mercato.
Un elemento di forte preoccupazione per la nostra governance riguarda il posizionamento competitivo delle imprese nazionali: infatti la quota di mercato dei vettori stradali italiani nel trasporto internazionale è scesa al 19,0% nel 2025 (rispetto al 20,1% del 2024). Questo declino si inserisce in un trend ventennale di costante erosione (nel 2002/2005 la quota stradale italiana superava il 33-35%), lasciando l’81% dell’interscambio in mano a operatori stranieri e contribuendo in modo decisivo al disavanzo complessivo della bilancia dei trasporti.
Per ricevere la copia del documento integrale della Banca d’Italia e per altri approfondimenti, vi invitiamo a prendere contatto con i nostri uffici.


